nn c sn + le stag
(non ci sono più le mezze stagioni)
Vota questo post
Si fa spesso una certa confusione terminologica tra shopping e acquisti. I due termini non sono sinonimi. L’uno non è l’equivalente inglese dell’altro. Spero di dare il mio piccolo contributo a chiarire le differenze.
Acquisti: attività maschile a struttura modulare.
Il primo modulo prevede l’individuazione dell’oggetto da acquistare. Al 90% rientra in una categoria tecnologica – computer, cellulare, TV, stereo, ecc.
Il secondo modulo prevede la scelta della marca e del modello. La si fa attraverso riviste e cataloghi specializzati.
Il terzo modulo consiste nel dirigersi verso il negozio (di solito quello in cui si sono fatti in precedenza altri acquisti), l’individuazione dell’oggetto e il suo acquisto.
Tempo medio di permanenza nel negozio: 15 minuti.
Tempo massimo di permanenza nel negozio: 30 minuti. Corrisponde alla soglia temporale oltre la quale l’uomo più spudorato si vergogna di far perdere tempo al commesso.
Shopping: attività femminile a struttura aperta.
Per fare dello shopping non bisogna avere necessità di qualcosa. Le cose che è necessario comprare rientrano nel concetto di “fare la spesa”, che qui non viene trattato.
L’oggetto dello shopping è sempre inquadrabile nelle categorie abbigliamento e accessori, prodotti di bellezza.
Il primo passo per lo shopping è uscire di casa. E’ facoltativo avere in mente uno-due oggetti di cui non è escluso l’acquisto.
Il secondo passo è la scelta della zona. L’unico requisito è che sia piena di negozi.
Raggiunta la zona, si entra nella fase di shopping in senso stretto. Questa fase si compone di tanti piccoli moduli – di solito da
- la commessa tira fuori dagli scaffali diversi articoli di quel tipo; di norma si ferma non prima di aver ricoperto tutti i banconi con due strati di capi di abbigliamento, o di aver esaurito tutti gli spazi occupabili all’interno del negozio, in caso di articoli d’altro genere;
- il soggetto ringrazia ed esce. In casi eccezionali – e comunque non prima di aver girato i 3/5 dei negozi da visitare in quella sessione di shopping – fa un acquisto prima di uscire;
- in nessun caso gli articoli acquistati hanno la benché minima attinenza con gli articoli di cui in origine ci si proponeva l’acquisto;
- la penultima fase è eventuale: viene attuata solo se nel corso dello shopping è stato fatto almeno un acquisto. In questo caso il soggetto si sofferma davanti alla vetrina di un negozio di articoli simili a quelli acquistati. L’operazione si ripete finché non viene trovato un articolo identico a quello comprato, esposto a un prezzo più basso. La circostanza viene in seguito riferita alle amiche nei termini seguenti: “l’avevo appena comprato, quando passo davanti a una vetrina e me lo ritrovo a 95 euro in meno!”;
- la sessione si conclude con il rientro a casa, durante il quale il soggetto passa mentalmente in rassegna le occasioni in cui mostrerà il bottino alle amiche.
Per completare la trattazione, occorre a questo punto enunciare i rapporti matematici che vanno rispettati in una sessione di shopping:
- rapporto commesse impegnate/articoli mostrati: 1/25 (ogni commessa mostra mediamente 25 articoli)
- rapporto articoli acquistati/commesse impegnate: 1/150 (viene acquistato in media un articolo ogni 150 commesse scomodate)
di conseguenza:
- rapporto articoli acquistati/articoli mostrati: 1/(25 x 150) = 1/3750
Vota questo post
Dan Brown è stato appena assolto dall'accusa di plagio per il libro che gli ha dato la fama, il Codice Da Vinci. Dio è Vanna Marchi!
Grazie a questo best-seller e al filone di revisionismo teologico che da esso ha preso le mosse, stiamo andando incontro a un fiume di interessanti scoperte. Adesso sappiamo che:
- Gesù non è morto in croce;
- si è sposato con Maria Maddalena e ha fondato una dinastia protetta dai Templari;
- Giuda non fu un traditore.
Ma... tenetevi forte. Il bello deve ancora venire:
Vota questo post
Una volta la moglie di Teodoro Buontempo, Sara, per sbaglio si vestì di rosso.
Dalla vergogna Er Pecora tentò il suicidio.
Da cui il proverbio: "rosso di Sara, Buontempo si spara".
Vota questo post
Elena diceva sempre che voleva un uomo con un gran senso dell'umorismo. Infatti si mise con uno che aveva uno yacht di 40 metri, che si chiamava "Senso dell'umorismo".
Vota questo post
Il Liechtenstein è un piccolo Stato europeo racchiuso fra Svizzera, Germania e Austria. Nonostante sia così piccolo, e quindi non disponga di un esercito imponente, è sempre stato lasciato in pace.
Perché nessuno gli ha mai fatto guerra? Forse per via del fatto che è incassato fra le montagne? Non credo. La popolazione che conta è concentrata nella capitale Vaduz. Basta prendere una città ed è fatta. Non c’è mica bisogno di far guerra agli stambecchi. No, il motivo è un altro.
Provate a immaginare un generale che arringa le sue truppe: “Ragazzi, oggi avrete la possibilità di dimostrare il vostro valore. E’ la vostra grande occasione. Invaderemo il Lish… il Liesc… il Letsk… Littisk…”
“Eh? Invadiamo
“Ma sì, invadiamo
Coi dispacci va pure peggio:
“Dal Quartier Generale del Capo di Stato Maggiore. Soldati: oggi, alle 11,47, dalla base aerea di Aviano, verrà sferrato l’attacco decisivo per la conquista del Lesh… del Lisken… Lettish… dello Skate… di Andorra, che cazzo mi frega!”.
Liechtenstein è un nome tedesco, ma perfino i tedeschi si sono tenuti alla larga da quel paese dal nome impronunciabile. Hanno preferito invadere
Già dai primi tentativi hanno tentato di aggirare l'ostacolo.
Nella I Guerra mondiale gli sono passati accanto fischiettando con noncuranza.
Nella II Guerra mondiale hanno orchestrato un piano in grande stile: circondarlo, tagliargli i viveri e prenderlo per fame. Avevano già pronto il comunicato della vittoria: “Kamaraden! Abbiamo preso Belgio, Olanda, Lussemburgo, Francia, Austria, Cecoslovacchia. E quello che c’è in mezzo”.
Due guerre mondiali per conquistare il Liechtenstein! E gli storici non l’hanno capito.
Vota questo post
Chiodo schiaccia coda. Cane ulula.
Se il cane non si schioda, non si va a caccia.
Chi scoccia, lo caccio.
Il chiodo non si schiaccia con lo scotch. Ma lo scotch serve se ti schiacci il dito cercando di inchiodare la cuccia del cane da caccia.
Il mio cane è andato a caccia di scotch e se l’è scolato tutto. Roba da chiodi!
Il mio cane da caccia caccia solo la beccaccia. E’ il suo chiodo fisso.
Vota questo post
L’astronauta Armstrong, l’uomo che per primo mise piede sulla luna, al ritorno portò a casa un pezzo di quarzo lunare.
Nacque subito il movimento degli Ecologisti Lunari per deprecare l’accaduto.
“Perché l’hai fatto?”, gli chiesero. “Vuoi mettere all’asta la pietra ed arricchirti depredando il nostro satellite?”
“Niente affatto”, rispose Armstrong. “Volevo fermare il tempo sulla Luna”.
“Eh?”
“Così lassù sarà sempre luna meno un quarzo”.
Fu così che gli Ecologisti Lunari si sciolsero per la disperazione. Molti di loro ancora piangono. Se oggi ti accosti ad un ex-Ecologista Lunare e gli gridi a tradimento: “Armstrong!”, lui si impenna e nitrisce, come i cavalli di Frankenstein Junior alla parola “Blucher!”.
Vota questo post
Fare bisboccia: festeggiare toccando due bocce. Passati i 70, si parla effettivamente del gioco delle bocce.
Vota questo post
Occhio che non vede, occhio di vetro.
Mani fredde, non accarezzarmi.
Chi la fa, si pulisca.
Chi si loda, farà politica.
Chi dorme non piglia storte.
Chi va piano, quello dietro gli suona.
Chi tardi arriva, ha trovato traffico.
Non fare agli altri ciò che non vorresti: fagli ciò che vorresti.
Vota questo post
Mio padre soleva ripetermi: “Chiunque può togliersi una scarpa e sbatterla sul tavolo protestando. Ma per farlo al tavolo dell’ONU bisogna chiamarsi Kruscev”.
E’ uno dei suoi grandi insegnamenti di cui non ho capito granché.
Vota questo post
Ne detengo solo per uso personale.
Prenderla mi fa sentire bene. Se non l’avessi, sbatterei la testa al muro. Oppure userei dei surrogati, ma non sarebbe la stessa cosa.
Non posso più fare a meno delle bustine di Tempo.
Vota questo post
Burocrazia militare
Militesente: soldato che ha un udito normale.
Militeassolto: soldato processato per i fatti di Abu Grahib e riconosciuto estraneo ai medesimi.
Vota questo post
Giorni fa, in un dibattito televisivo,
Mi sembra un’ottima base di partenza per sondare le tendenze senza fare domande dirette.
Supponiamo, infatti, di citare a qualcuno quella frase e di chiedergli: “che ne pensi?”. A seconda delle risposte, risulterà chiaro il suo orientamento ideologico.
Se risponde “fascista” è di destra.
Se risponde “frocio” è di sinistra.
Se si astiene, è cattolico.
Proviamo ora a immaginare di fargli la domanda opposta: “meglio frocio o comunista?”
Se risponde “frocio”, è radicale.
Se si astiene, è di centro.
Se risponde: “perché, c’è differenza?”, è di destra.
Se risponde: “piuttosto mi butto dalla finestra”, è Alessandra Mussolini.
Vota questo post
Anno 2026. Si affrontano davanti alle telecamere i leader dei due principali schieramenti: Berluscodi e Proni.
Il confronto avrà regole molto severe, per impedire che la prevalenza dell’uno sull’altro dipenda dalle qualità personali dei contendenti. Nulla è lasciato al caso per far sì che la vittoria dipenda esclusivamente dal caso.
Innanzitutto i rivali non si guarderanno mai negli occhi, per evitare che uno sguardo intimidatorio metta in soggezione l’avversario. Essi avranno quindi lo sguardo rivolto alla parete e si daranno la schiena. Per maggior sicurezza, avranno i paraocchi.
Un altro importante elemento di confusione verrà eliminato: il movimento del corpo. I messaggi, come importanti studi hanno dimostrato, sono veicolati anche dal corpo, che con la sua agitazione, i suoi tremolii, i suoi scossoni, è spesso più eloquente della parola. Ai contendenti verranno quindi legate le braccia alle poltrone per evitare il gesticolio.
Ci si è resi conto che due persone non possono restare immobili per due ore. Per questo, dopo i primi 5 minuti, entrambi verranno prelevati e portati fuori della vista del pubblico. Uno dei due – il pubblico non saprà mai chi – verrà trasferito in un bunker sotto il Monte Bianco; l’altro verrà portato in un cunicolo scavato per l’occasione sotto il cimitero di Redipuglia. Da questi rifugi la voce dei due politici perverrà filtrata e alterata da un sintetizzatore, in modo che il pubblico non sappia mai chi sta parlando. Sono ovviamente vietati riferimenti personali, la difesa o esaltazione della propria parte politica e l’attacco della parte opposta. Il tutto per rendere completamente irriconoscibile il personaggio che parla.
I due rivali si rivolgeranno direttamente le domande. Non ci sarà l’intervento dei giornalisti – i giornalisti, si sa, sono di parte – né del pubblico. Per non favorire il politico che è più abituato a rispondere a tono, l’ordine delle domande e delle risposte verrà invertito: prima sarà fornita la risposta, poi si formulerà la domanda. Chi risponde dovrà così cercare di indovinare la domanda che gli verrà posta, e che non gli verrà mai rivelata. Chi fa la domanda non potrà rimproverare all’altro di non aver risposto a tono, perché non gli si farà sentire la risposta.
Con queste regole sarà garantito un confronto equilibrato e neutrale.
…………..
Ed ecco il resoconto dell’incontro:
Risposta: Il mio avversario politico dice che la mia coalizione ha fatto o non ha fatto alcune cose, nel posto che occupa, che si tratti di governo o di opposizione. Non potrei dire se le cose affermate dal mio avversario siano vere o false – questo mi è proibito – ma prego gli elettori di considerare quanto è successo negli ultimi cinquant’anni, cercando di prevedere quanto accadrà nei prossimi cinquanta.
Domanda: Dalle ultime elezioni, come è cambiata la vostra politica?
Risposta: Le cose da fare sono molte. Il dialogo è essenziale. Qualcuno sostiene che una delle due parti abbia le idee estremamente chiare su cosa fare. Senza entrare nei particolari – non è questo il luogo – posso confermare che è così.
Domanda: Se gli italiani – o comunque il popolo che abiterà l’Italia nel prossimo futuro – dovessero votarla, che tipo di governo formerebbe?
Risposta: Sul quarto punto non posso essere o non essere d’accordo. Sul terzo si può discutere. Vorrei però smentire alcune affermazioni riportate da una certa stampa e che non mi trovano consenziente. Al di là di questo, ritengo di dover fare dei doverosi distinguo.
Domanda: C’è un settore dell’economia che richiede un’attenzione particolare. Come pensa di comportarsi al riguardo?
Risposta: E’ indubbio che in politica estera occorra andare in una direzione che non è quella in cui sono sempre andati gli Stati che alcuni esponenti di una delle due coalizioni hanno nominato in recenti occasioni non note al pubblico.
Domanda: Che ore sono?
Vota questo post
- Ho visto il film però è meglio il libro.
- Quale film?
- Però è meglio il libro. E’ il titolo del film.
Vota questo post
Quando il dito indica la luna, lo stupido guarda il dito.
Versioni alternative
Quando il dito indica la luna, il dito è stupido.
Quando lo stupido indica la luna, si caccia il dito in un occhio.
Quando il dito è puntato sulla luna, la luna si allontana fischiettando con aria indifferente.
Quando la luna punta il dito contro di te e ti dà dello stupido, è il momento di curarti seriamente.
Quando Luna, Stella o qualunque altra donna punta il dito su di te, nega tutto.
Quando la punta del dito si spezza, l’hai temperato troppo.
Quando in una notte di luna piena vedi le stelle, ti sei martellato il dito.
Quando tocchi il cielo con un dito e la luna ride, le stai facendo il solletico.
Vota questo post
Se, parlando del più e del meno, la tua donna se n’esce con la frase “non c’è più romanticismo”, tu le rispondi:
- però adesso si tromba di più
- non guardare me, non l’ho finito io
- che cavolo dici, amore?
- cerca meglio, sarà in qualche cassetto
- certo che c’è: adesso si chiama preliminari
- ne possiamo parlare dopo la partita?
- se appena ieri ti ho regalato un buono per un mazzo di rose!
- hai ragione, amore, è un mondo brutale. Ma fra di noi non è così: tu sarai sempre la mia micetta… tesoro, sono sparite le salsicce dal tavolo: se lo acchiappo lo strangolo, quel gatto della malora!
Vota questo post
Non mettere la stalla davanti ai buoi scappati.
Non mettere il carro davanti ai buoi, a meno che non sia per fermare la loro fuga dalla stalla chiusa in ritardo.
Non mettere il carro nella stalla insieme ai buoi: non c’è spazio. Al limite allarga la stalla.
Non mettere i buoi sul carro. Poi chi lo tira, tu? Falli lavorare, quei pelandroni!
Moglie e buoi dei Paesi Bassi (proverbio olandese).
Non puoi avere i buoi ubriachi e la moglie nella botte. E neanche il contrario.
Non puoi avere la botte ubriaca, neanche se tua moglie è scappata coi buoi.
Se metti la botte nella stalla, il vino puzzerà di bue.
Se tua moglie puzza di bue, smettetela di dormire nella stalla.
Se tu puzzi di bue, toccati la fronte per vedere se è tutto a posto.
Se vedi tua moglie accoppiarsi con un bue, o quello del bue è un travestimento, oppure tu non vali granché come trombatore.
Vota questo post
Le letture utili sono un sacrificio necessario; quelle inutili, un indispensabile diletto.
Vota questo post
Fassino, commentando la vicenda Enel/Suez, ha dichiarato: “Parigi sbaglia. Bisogna puntare di più sull’europeismo. Mi auguro che il governo italiano lo capisca”.
Il governo italiano? Qualcuno spieghi a Fassino che Parigi è la capitale della Francia.
Vota questo post
Una volta stavo con una che mi tradiva. Gli amici mi dicevano: “Che ci vuoi fare, sono cose che capitano. Prendila con filosofia”.
Gli ho dato retta: ho preso Sofia e l’ho legata con un filo molto robusto.
Il punto debole del consiglio è che la mia ragazza si chiamava Claudia.
Vota questo post
Saracinese: serranda metallica a scorrimento fabbricata probabilmente in Cina (sarà cinese?)
Vota questo post
Era un film talmente impressionante che l’avvertenza iniziale diceva:
“la visione di questo film è consigliata ai soli spettatori adulti, maschi, di razza caucasica, di età compresa fra i 30 e i 55 anni, che non presentino problemi cardiaci, con vista di almeno 9/10, laureati (escluso CEPU), non impressionabili”.
L’ultimo requisito, “militesenti”, credo sia stato aggiunto più per abitudine che per vera necessità.
Vota questo post
E’ saggio non opprimere la persona amata, altrimenti l’amore si logora.
Io non mi sono mai sentito soffocato, a parte quella volta che lei mi ha premuto il cuscino sulla faccia e ci si è seduta sopra. Del resto anche da parte mia non era stato carino infilarle la testa in un sacchetto di plastica.
Vota questo post
E’ geniale chi ha idee talmente complesse che nessun altro avrebbe potuto averle; ma anche chi ha idee talmente semplici che chiunque avrebbe potuto averle, ma nessuno le ha avute.
Vota questo post
Cercare un briciolo di intelligenza in Calderoli è come cercare un mago nel pagliaccio.
Vota questo post
Bellamà: attributo delle grandi città, di cui condensa in una parola pregi e difetti. Si scrive anche staccato: “Roma è bella ma…”, “Firenze è bella ma…”, “Venezia è bella ma…”.
Vota questo post
Ho scoperto perché Pasqua è così lontana dal Natale: per darci il tempo di finire i panettoni.
Vota questo post
1) adoro passare ore e ore nel traffico;
2) anche quando arrivo a destinazione, ho la gioia di guidare ancora a lungo perché non trovo parcheggio;
3) mi mette allegria la spensieratezza della gente: nessuno ha bisogno di un serio motivo per mandare continuamente gli altri a quel paese;
4) è una città che deve avere qualcosa di speciale, se vengono da tutta Italia a intasarla sfilando in corteo;
5) è una città miracolosa: in qualunque posto con sportelli per il pubblico, gli addetti, nonostante la loro villania e i continui litigi con gli utenti, non vengono mai linciati;
5 ter) solo per chi esce indenne da una giornata di traffico: sviluppi un'abilità da camionista nelle manovre. Riesci a passare in vie dalla carreggiata ridotta alla larghezza della tua macchina più 5 cm, a causa delle auto parcheggiate in doppia fila su entrambi i lati. Tutto questo mentre ti diverti un mondo al videogioco delle moto che sfrecciano da tutte le parti, sbucando anche dai tombini per tagliarti la strada o superarti - spesso prelevando il tuo specchietto retrovisore - a destra, in curva, allo stop, al semaforo rosso e mentre sei fermo per far passare un pedone sulle strisce. Ti superano a sinistra solo se stai cercando di schivare un'auto proveniente da destra che non si è fermata allo stop.
Vota questo post
Prodi dice che
Fassino dice che
Bertinotti dice che
Pecoraro Scanio dice che
Il programma elettorale dell’Unione è di 800 pagine. Sintetizzate in 18 pagine. Sintetizzate in una riga: “non sappiamo neanche noi che cazzo vogliamo fare”.
Molti si chiedono perché gli Italiani continuino, nonostante tutto, a votare Berlusconi.
Perché ha le televisioni? No. Perché dall’altra parte c’è la – virgolette – Unione – chiuse virgolette.
Vota questo post
- Che, ‘o pane degli angeli nunn’è buono? L’hai lasciato tutto ‘ncopp ‘a tavola.
- Non ho fame.
- Ma ‘nu pizzillo almeno! Quacche cosa ea magnà!
- La pianti? Non ho fame, ho detto!
- Vabbuò, ma acconciate chell’aureola: ‘a tieni tutta sgarrupata.
- Fatti gli aloni tuoi.
....................................
- Nè San Pié, ma che 'llagge fatto? Chist' ce l'ave cu' mme!
- Lassalo perde, San Gennà. Oggi San Siro è intrattabile.
Vota questo post
Ich habe keine zeit: io ho un cane zitto
Ich habe hunger: io abito in Ungheria
Du bist müde: tu bestia nuda
Jeder hat seine sorgen: ieri il gatto azzannò il sorcio
Analisi della frase
Ich: io
habe: ho
keine: un cane (sostantivo carnivoro)
zeit: zitto (aggettivo tacitativo)
Ich: io
habe: abito (predicato stanziale)
hunger: in Ungheria (complemento di residenza)
Du: tu
bist: bestia (complemento animale)
müde: nuda (attributo di spoliazione)
Jeder: ieri (complemento di tempo passato)
hat: il gatto (soggetto affamato)
seine: azzannò (passato di là per caso)
sorgen: il sorcio (trapassato passivo)
Vota questo post





Ultimi commenti
@*dtcomment*@@*titolopost*@
@*nome*@